<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Fermentigattici.net &#187; razzismo</title>
	<atom:link href="http://fermentigattici.net/tag/razzismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://fermentigattici.net</link>
	<description>A malapena un blog.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 01 Apr 2011 23:10:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Essere e apparire: quando il simbolo diventa più importante del messaggio che si vuole veicolare.</title>
		<link>http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/</link>
		<comments>http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 23:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gatto Nero</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://fermentigattici.net/?p=1021</guid>
		<description><![CDATA[Sabato pomeriggio sono stato alla manifestazione antirazzista di Milano, in ricordo di Abba Guiebre a poco più di un anno dalla sua morte. L&#8217;ho fatto perché credo nell&#8217;importanza dell&#8217;espressione in piazza del sentimento popolare e perché, soprattutto, sono contro il &#8230; <a href="http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato pomeriggio sono stato alla manifestazione antirazzista di Milano, in ricordo di Abba Guiebre <a title="Milano, giovane ucciso a sprangate - Repubblica" href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/cronaca/milano-razzismo/sprangate-giorno-dopo/sprangate-giorno-dopo.html">a poco più di un anno dalla sua morte</a>. L&#8217;ho fatto perché credo nell&#8217;importanza dell&#8217;espressione in piazza del sentimento popolare e perché, soprattutto, sono <strong>contro il razzismo</strong>.</p>
<p>L&#8217;ho fatto, anche, perché la recente esperienza della <a title="Fiaccolata LGBT Milano | Facebook" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=254666075461">Fiaccolata LGBT di Milano</a> mi ha in parte riconciliato con il senso civico degli italiani. Senso civico che nell&#8217;anno passato mi aveva deluso, sopraffatto com&#8217;era dalla superficialità e dal consumismo usato come palliativo emozionale. Mi sembrava che finalmente qualcosa si fosse svegliato, nello stomaco della gente. Che avesse iniziato a muoversi, a <em>contorcersi</em>.</p>
<p>Ed è vero, credo. La gente è arrabbiata, indignata, preoccupata per se stessa e per chi gli sta vicino. Un sentimento utile, <em>civico</em>. Appunto.</p>
<p>Peccato che a tutto questo corrisponda un totale immobilismo da parte delle associazioni. L&#8217;incapacità di mettersi in gioco e incanalare questa rabbia, dandole voce, <strong>trovando modi e sistemi nuovi per riavvicinare i cittadini allontanati nel corso degli anni </strong>per colpa di scelte inefficaci e <em>deleterie</em>. È successo con la fiaccolata, è successo anche con la manifestazione antirazzista.</p>
<p>Appena arrivato alla manifestazione, vengo accolto dai consueti distributori de <a title="Il programma comunista" href="http://www.ilprogrammacomunista.com">&#8220;Il programma comunista&#8221;</a>, triste testo stampato su foglio A4. Stavolta anziché rifiutarlo l&#8217;ho preso. E l&#8217;ho letto. Sarebbe stato meglio di no:</p>
<blockquote><p>Il razzismo è frutto del capitalismo, è un&#8217;arma apertamente antiproletaria. Esso non ha e non ha mai avuto nulla a che vedere con il colore della pelle o con altre caratteristiche cosiddette etniche o nazionali. [...] Il razzismo nasce dalle contraddizioni di classe, dalle differenze di classe: nel suo mirino, ci sono i <em>proletari</em> migranti di tutte le nazionalità, che affollano ormai tutti gli slums, le banlieues e i Bronx del mondo.</p></blockquote>
<p>Essì: i <em>proletari</em> immigrati. Se invece sei negro e ricco, cazzi tuoi se vieni insultato o maltrattato: il problema è la tua ricchezza, non il colore della pelle. Quel &#8220;<em>proletari</em>&#8221; in corsivo non l&#8217;ho aggiunto io, era già così nel testo: vi racconta esattamente qual è l&#8217;unico interesse di questi personaggi accorsi con bandiere e volantini.</p>
<p>Vi risparmierei il resto del testo, ma quest&#8217;altro stralcio è ancora più repellente:</p>
<blockquote><p>L&#8217;antirazzismo è la trappola entro cui si vuole cacciare il proletariato immigrato perché non costuisca un fronte comune con il proletariato nazionale: vorrebbe che esso sfilasse con le sue bandiere nazionali con le sue bandiere nazionali, che coltivasse i suoi costumi, che vendesse la sua diversità sul mercato del multiculturalismo.</p></blockquote>
<p>Siamo al parossismo. Non è il razzismo la <em>trappola</em>, no: è <em>l&#8217;antirazzismo</em>. La difesa della cultura locale e la spinta per il culturalismo è un male da estirpare, perché impedisce la lotta del proletariato. Si arriva al paradosso: gente che è contraria all&#8217;antirazzismo, pronta a sfilare e manifestare in un corteo antirazzista.</p>
<p>Non erano gli unici. C&#8217;era una donna, anche lei volantinante, che si infervorava con i partecipanti alla manifestazione chiedendo <em>&#8220;Ma tu lo sai che finanzi l&#8217;inceneritore?&#8221;</em>. Incazzatissima. E più lei si scagliava contro i manifestanti con il suo problematico inceneritore, più a me veniva voglia di chiederle <em>&#8220;Mi scusi, ma lei sa che manifestazione è questa?&#8221;</em>. E poi c&#8217;erano i precari delle scuole che con meno faccia tosta lamentavano il problema della <em>scuola</em> razzista, quelli di Sinistra Critica che volevano le dimissioni di Berlusconi (e chi non le vuole? Ma che c&#8217;entra, però, col razzismo?), quelli del Partito Marxista-Leninista che sventolava i suoi stendardi&#8230;</p>
<p><strong>E l&#8217;antirazzismo? Dov&#8217;era?</strong></p>
<p>La voglia era quella di andar via. In fretta. Il fatto è che le associazioni sono rimaste vittime di loro stesse. Intrappolate dai propri simboli, dai <em>personaggi</em> che hanno deciso di costruirsi attorno per rendersi riconoscibili e attraenti, hanno finito per diventare la propria caricatura. Perdendo credibilità. E anziché fermarsi a riflettere, a chiedersi come mai la gente abbia smesso di prestargli attenzione e perché il loro pubblico sia al contrario diventato via via sempre più rarefatto, si sono incancreniti in una politica comunicativa ripetitiva e aggressiva. Oltre che stupidamente autoreferenziale.</p>
<p>Era triste vedere gli stessi duri e puri della sinistra e delle manifestazioni essere i primi a non crederci più, ridacchiare e lamentarsi di questo comportamento. Il mio augurio è che le associazioni capiscano questo errore il prima possibile. Perché lo capiranno, per forza di cose. Sperando che non sia troppo tardi per loro.</p>
<iframe id="basic_facebook_social_plugins_likebutton" src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Ffermentigattici.net%2F2009%2F09%2F21%2Fessere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=400&amp;action=like&amp;font=arial&amp;colorscheme=light" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:400px; height:25px"></iframe><div style=""><a href="http://twitter.com/share?url=http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/&via=gattonero&text=Essere e apparire: quando il simbolo diventa più importante del messaggio che si vuole veicolare.&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style=""><a href="http://twitter.com/share?url=http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/&via=gattonero&text=Essere e apparire: quando il simbolo diventa più importante del messaggio che si vuole veicolare.&related=:&lang=en&count=horizontal" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://fermentigattici.net/2009/09/21/essere-e-apparire-quando-il-simbolo-diventa-piu-importante-del-messaggio-che-si-vuole-veicolare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

