Lo scorso anno, a Dicembre, riaprii per un ultimo post il mio vecchio blog – che poi è sempre questo, ma è una storia complicata – per commentare l’incapacità della blogosfera italiana di “muoversi” in favore della Lotta all’AIDS e all’HIV.
Quest’anno, incredibilmente e inaspettatamente, l’1 dicembre sarà di nuovo la Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS.
Ora, vi faccio una domanda. E ve la faccio per tempo: vogliamo pensare insieme qualcosa da fare, anche di semplice, per dimostrare che questo problema ci interessa tutti? Se sì, mettete un bel commento in calce a questo post. E fate girare l’invito anche sui vostri blog, account twitter, account friendfeed, account Facebook.
Siamo blogger, dimostriamolo.
Sul mio comodino, da qualche giorno, campeggiano due nuovi libri:
- L’ombra delle torri, un volumone di dimensioni colossali opera di quel genio fumettistico che è Art Spiegelmann, che racconta per immagini – e testimonianza diretta, visto che Spiegelmann è newyorchese ormai da tempo – l’esperienza del crollo delle Twin Towers;
- La schiuma dei giorni, di Boris Vian. Che non lo so bene di che parla, ma la quarta di copertina è stupenda e ti fa venir voglia di leggerlo. Cosa che farò a partire da oggi.
Per entrambi devo dire grazie al Funkyprofessor Zamperini, e a una sera a cena assieme a lui, alla di splendida moglie – davvero! Ogni tanto mi ritrovo inebetito a guardare dettagli del suo aspetto – Paola ci_polla, a Lovlou e alla Giovane Arrogante.
Per entrambi devo dire grazie a lui, dicevo: il primo era in bella vista sulla sua libreria, fumettisticamente fornitissima; il secondo, invece, mi è arrivato direttamente dalle sue mani. Con una dedica, però, che tengo bellamente per me.
E così, come anticipato, l’iniziativa “Gatto Nero torna su Friendfeed, fallo per la LILA!” è giunta a conclusione.
L’idea era di raccogliere un po’ di donazioni da parte dei blogger a favore della Lega Italiana Lotta all’AIDS, con la scusa di spingermi a tornare su Friendfeed.
Il risultato? Qui sotto, nello screenshot delle donazioni (che segue il principio del “Fai del male e ricordatene, fai del bene e scordatene” censurando i nomi dei donatori):

Ed ecco lo screenshot della ricevuta della donazione fatta da me coi soldi raccolti (111 euro lordi, più una piccola aggiunta da parte mia):
Ed eccoci qui. Direi che abbiamo raggiunto un buon risultato: 111 euro raccolti per un totale di 11 donazioni, di cui almeno 4 (di cui una sostanziosa) proveniente da persone che con Friendfeed c’entrano solo lateramente, per non dire nulla.
Per una comunità attiva come quella italiana su Friendfeed è un buon risultato, no? No? No?

La Blogfest del 2009 è finita. Andate in pace. Ci sarebbero parecchie cose da dire, perché 4 giorni passati a parlare, confrontarsi e sì, soprattutto cazzeggiare con persone dall’intelligenza medio-alta dà un discreto numero di stimoli.
Parto però da due piccoli fatti specifici avvenuti durante la Blogfest e subito dopo la sua fine. Il primo è il guru Gaspar Torriero – uno per il quale parecchia gente avrebbe risposto sì alla ricorrente domanda “Ma è famoso?” – che mi avvicina e ricorda l’interessante discussione su Friendfeed dedicata al rapporto fra l’identità in Rete e a quella reale (scusami Gaspar, avrei voluto parlarne con te dal vivo ma la sindrome del matrimonio calabrese ha colpito ancora); il secondo è il mio smarrimento una volta tornato a casa, nello scaricare le oltre trecento foto – la metà delle quali mosse o inutilizzabili, eh – scattate alla Blogfest, e nel rendermi conto che riguardo a questi giorni:
- Gatto Nero parlerebbe probabilmente più dell’aspetto sociale, delle mani strette e delle chiacchiere fatte
- Claudio Mastroianni si concentrerebbe, magari, più sulla relazione fra il mondo dei Barcamp e le aziende editoriali (Mondadori, RCS, Condé Nast) che sempre più spesso li sponsorizzano e organizzano, e su come le potenzialità di questo rapporto secondo lui non siano ancora sfruttate al massimo
- Gatto Nero su Flickr pubblicherebbe solo una selezione di foto meglio riuscite e postprodotte quanto più decentemente possibile.
- Claudio Mastroianni sul suo fotoblog Imaginarium pubblicherebbe magari foto meno riuscite di quelle su Flickr, ma gli darebbe una connotazione tematica (aggiungendo delle spiegazioni testuali)
Ai tempi, la “specializzazione” tematica delle identità mi sembrava una buona idea. Dopotutto, “Gatto Nero è Claudio Mastroianni, ma Claudio Mastroianni non è Gatto Nero“. Ora, però, comincio ad avere qualche dubbio.

Questa è la vista che si gode dalla camera d’albergo di Riva del Garda che ho “squattato” all’amica Laura, una donna – sappiatelo – decisamente multitasking.
Svegliarsi alle 8 per colpa dell’orologio biologico lavorativo è vagamente irritante, ma l’atmosfera di gaio relax che ho vissuto oggi – a partire dalla colazione – mi sta ripagando della levataccia che avrei volentieri evitato. E poi: spostamenti frenetici, fai questo fai quello per dare una mano nell’organizzazione dell’ei fu Dissaporecamp ora diventato FoodCAMP Blogfest e tirato su fra vari contrattempi dalle Donne Moderne, vendita Poken per la quale ancora non mi sono impegnato chissà quanto (anzi, se mi vedete in giro per la Blogfest e ne volete uno fermatemi: son carini, son belli da portare in giro e sono anche un regalo carino per amici e nipoti per fare un po’ i fighetti tecnologici), fotografie q.b., vita sociale, saluti e baci e abbracci.
E se pensate che tutto quello che sto scrivendo ora non abbia senso, sapete perché. Magari, quando il cervello esce dalla fase di iper-eccitazione, vi faccio un resoconto più dettagliato. Nel frattempo, se siete a Riva del Garda, fate una capatina domani all’Eroticamp: ci vediamo lì e ci facciamo una chiacchieratina lampo.
Giuro, giuro che domani comincierò a scrivere qualcosa di decente. Ma stasera no:
- viaggio estenuante
- sfighe allucinanti
- serata rilassante
- cena con cibo stratosferico
Già non ho ben chiaro come mai io stia ancora in piedi. Ora rantolo andando a dormire, va’ là.
Nuit.
Senza mani!
Ci sono volte che per mettere una pezza a una pessima uscita si finisce per far di peggio.
Chinaski c’è riuscito, cercando di ovviare alle critiche al suo precedente post vagamente omofobo di quei poveri pirla che in realtà non capiscono un cazzo di letteratura perché Chinaski è uno figo che scrive bene e quindi c’ha ragione a prescindere.
E c’è riuscito talmente bene da riuscire a scatenare una ridda di commenti di buon gusto, fra cui spicca roba come questa:
Roba che la Carfagna e i suoi amici gay che non si sentono discriminati andrebbero in massa da Chinaski e dagli amici sua per limonarseli selvaggiamente.