[Riflessioni post Blogfest] L’atomizzazione dell’identità individuale nella Rete e a causa della Rete

Gatto Nero

La Blogfest del 2009 è finita. Andate in pace. Ci sarebbero parecchie cose da dire, perché 4 giorni passati a parlare, confrontarsi e sì, soprattutto cazzeggiare con persone dall’intelligenza medio-alta dà un discreto numero di stimoli.

Parto però da due piccoli fatti specifici avvenuti durante la Blogfest e subito dopo la sua fine. Il primo è il guru Gaspar Torriero – uno per il quale parecchia gente avrebbe risposto sì alla ricorrente domanda “Ma è famoso?” – che mi avvicina e ricorda l’interessante discussione su Friendfeed dedicata al rapporto fra l’identità in Rete e a quella reale (scusami Gaspar, avrei voluto parlarne con te dal vivo ma la sindrome del matrimonio calabrese ha colpito ancora); il secondo è il mio smarrimento una volta tornato a casa, nello scaricare le oltre trecento foto – la metà delle quali mosse o inutilizzabili, eh – scattate alla Blogfest, e nel rendermi conto che riguardo a questi giorni:

  • Gatto Nero parlerebbe probabilmente più dell’aspetto sociale, delle mani strette e delle chiacchiere fatte
  • Claudio Mastroianni si concentrerebbe, magari, più sulla relazione fra il mondo dei Barcamp e le aziende editoriali (Mondadori, RCS, Condé Nast) che sempre più spesso li sponsorizzano e organizzano, e su come le potenzialità di questo rapporto secondo lui non siano ancora sfruttate al massimo
  • Gatto Nero su Flickr pubblicherebbe solo una selezione di foto meglio riuscite e postprodotte quanto più decentemente possibile.
  • Claudio Mastroianni sul suo fotoblog Imaginarium pubblicherebbe magari foto meno riuscite di quelle su Flickr, ma gli darebbe una connotazione tematica (aggiungendo delle spiegazioni testuali)

Ai tempi, la “specializzazione” tematica delle identità mi sembrava una buona idea. Dopotutto, “Gatto Nero è Claudio Mastroianni, ma Claudio Mastroianni non è Gatto Nero“. Ora, però, comincio ad avere qualche dubbio.

Blogfest 2009, Riva del Garda – Day 2 #1

Riva del Garda - Fuori dalla finestra di camera... mia?

Questa è la vista che si gode dalla camera d’albergo di Riva del Garda che ho “squattato” all’amica Laura, una donna – sappiatelo – decisamente multitasking.

Svegliarsi alle 8 per colpa dell’orologio biologico lavorativo è vagamente irritante, ma l’atmosfera di gaio relax che ho vissuto oggi – a partire dalla colazione – mi sta ripagando della levataccia che avrei volentieri evitato. E poi: spostamenti frenetici, fai questo fai quello per dare una mano nell’organizzazione dell’ei fu Dissaporecamp ora diventato FoodCAMP Blogfest e tirato su fra vari contrattempi dalle Donne Moderne, vendita Poken per la quale ancora non mi sono impegnato chissà quanto (anzi, se mi vedete in giro per la Blogfest e ne volete uno fermatemi: son carini, son belli da portare in giro e sono anche un regalo carino per amici e nipoti per fare un po’ i fighetti tecnologici), fotografie q.b., vita sociale, saluti e baci e abbracci.

E se pensate che tutto quello che sto scrivendo ora non abbia senso, sapete perché. Magari, quando il cervello esce dalla fase di iper-eccitazione, vi faccio un resoconto più dettagliato. Nel frattempo, se siete a Riva del Garda, fate una capatina domani all’Eroticamp: ci vediamo lì e ci facciamo una chiacchieratina lampo.