Dead will stay dead

L’avevo già notato ieri, per caso, per lavoro.

Ora scopro che anche quelli di Best Week Ever l’hanno sottolineato (grazie kekkoz): l’iniziativa dei “suicidi digitali” in favore della ricerca sull’AIDS si è rivelata un fallimento.

Altro che un milione di dollari per la ricerca. Questo screenshot del sito risale alle 14 di oggi, 3 dicembre. Non siamo neanche a un quinto dal risultato che doveva essere raggiunto.

La verità è che alla gente non importa l’HIV e l’AIDS. Si raccogliono milioni di euro per terremoti, tragedie naturali, crolli, morti e distruzioni. Ma la pandemia dell’AIDS non viene percepita come grave.

E la gente non sgancia una lira.

C’avevo provato anche io, nel mio piccolo, lo scorso anno. Stesso risultato.

Peccato.

World AIDS Day: diffondi conoscenza e consapevolezza (anche se tu non sei malato)

Anche quest’anno il blog si veste di rosso, per il primo dicembre. È il World AIDS Day, lo sapevate?

Molti anni fa, quando frequentavo le varie chat su IRC, avevo preso la (buona) abitudine di lanciare un messaggio periodico di sensibilizzazione al tema dell’AIDS e della sieropositiva. Il concetto era, più o meno, che “fare sesso è bello, farlo sicuro è meglio” ricordando le varie pratiche a rischio di contrazione delle malattie sessualmente trasmissibili.

Ricordo i peggiori scontri, e le peggiori litigate. C’era chi affermava che no, lui non era a rischio. Chi sottolineava come la vita fosse sua, solo sua, e che era una sua scelta se praticare o meno sesso sicuro, e che ne avrebbe pagato solo lui le conseguenze (illuso). E c’era chi – ricordo bene – mi accusava di “fargli venire l’angoscia” con quei messaggi. Perché la consapevolezza genera angoscia, ed è giusto così: l’angoscia ti rende più cauto e meno stupido, ed è questa – forse – l’unica vera arma contro la diffusione del virus.

C’erano, poi, i tanti che mi chiedevano se fossi malato. “Ma tu sei sieropositivo?”. Perché non lo concepivano, non riuscivano a capire perché una persona “sana” avesse tutto questo interesse a diffondere informazioni e consapevolezza, e fosse tanto sensibile all’argomento.

Io malato non lo ero, e non lo sono. Ma quello dell’HIV l’ho sempre considerato anche un mio problema. Un problema di tutti. Più il virus si diffonde, più aumentano – statisticamente – il rischio di contrarlo. E meno piacere c’è nel far sesso (cosa che invece – diciamocelo – è molto piacevole e così dovrebbe essere sempre).

Per questo, credo che quello dell’informazione e del diffondere la consapevolezza sulla malattia sia un dovere civico e collettivo. Una responsabilità di tutti, ogni giorno. Ma ho imparato, anche, che non a tutti va di stare sulle barricate 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Nonostante sia assolutamente necessario.

Quindi, se proprio negli altri giorni della vostra vita preferite far altro e concentrare le vostre energie altrove, questo primo dicembre dedicato alla lotta all’HIV e all’AIDS. Indossate il fiocchetto rosso sui vostri vestiti (e fatelo indossare ai vostri blog, se ne avete uno); e se qualcuno vi chiederà il motivo del gesto, perdete del tempo a spiegarglielo. E dite di fare altrettanto.

È poco, forse. Ma è il minimo che – nel nostro piccolo – possiamo e dobbiamo fare.

Gente che ne parla:

  1. Stefigno
  2. Marco Zamperini
  3. Paolina

World AIDS Day 2009

Come potete vedere – a meno che non mi leggiate dai vostri feedreader, e allora date una cliccata al link a questo post – il blog si è “vestito a festa” per partecipare più che felicemente alla Giornata Mondiale dell’AIDS, per combattere questa malattia di cui ancora sappiamo davvero troppo poco ma che così tanto condiziona le nostre vite. Di tutti i giorni.

Come qualcuno saprà, avrei voluto fare di più. E ancora ci proverò nel corso della giornata di domani. Nel frattempo, però, esprimo con il Red Ribbon (opera di Trygve.u, che ringrazio) il mio MASSIMO supporto all’iniziativa.

Fatelo anche voi, e speriamo vada meglio dello scorso anno.

Il titolo non conta, contano i fatti

Lo scorso anno, a Dicembre, riaprii per un ultimo post il mio vecchio blog – che poi è sempre questo, ma è una storia complicata – per commentare l’incapacità della blogosfera italiana di “muoversi” in favore della Lotta all’AIDS e all’HIV.

Quest’anno, incredibilmente e inaspettatamente, l’1 dicembre sarà di nuovo la Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS.

Ora, vi faccio una domanda. E ve la faccio per tempo: vogliamo pensare insieme qualcosa da fare, anche di semplice, per dimostrare che questo problema ci interessa tutti? Se sì, mettete un bel commento in calce a questo post. E fate girare l’invito anche sui vostri blog, account twitter, account friendfeed, account Facebook.

Siamo blogger, dimostriamolo.

Sono una puttana da quattro soldi, ma col cuore d’oro

E così, come anticipato, l’iniziativa “Gatto Nero torna su Friendfeed, fallo per la LILA!” è giunta a conclusione.

L’idea era di raccogliere un po’ di donazioni da parte dei blogger a favore della Lega Italiana Lotta all’AIDS, con la scusa di spingermi a tornare su Friendfeed.

Il risultato? Qui sotto, nello screenshot delle donazioni (che segue il principio del “Fai del male e ricordatene, fai del bene e scordatene” censurando i nomi dei donatori):

Schermata 2009-11-02 a 11.43.32

Ed ecco lo screenshot della ricevuta della donazione fatta da me coi soldi raccolti (111 euro lordi, più una piccola aggiunta da parte mia):

Schermata 2009-11-02 a 15.55.39Ed eccoci qui. Direi che abbiamo raggiunto un buon risultato: 111 euro raccolti per un totale di 11 donazioni, di cui almeno 4 (di cui una sostanziosa) proveniente da persone che con Friendfeed c’entrano solo lateramente, per non dire nulla.

Per una comunità attiva come quella italiana su Friendfeed è un buon risultato, no? No? No?

La D’Addario aveva più successo

Piccolo aggiornamento sullo stato delle donazioni pro-Lila per il mio rientro su Friendfeed:

  • 5 persone 5 hanno messo mano – anche simbolicamente – al portafoglio
  • la raccolta è ferma ai 25 euri, roba più, roba meno
  • l’iniziativa non ha avuto un grosso richiamo in Rete – cosa prevedibile – quindi difficilmente ci sarà un boom improvviso nelle prossime ore

Stante così le cose, ci diamo una scadenza: alla fine del prossimo week-end, chiudiamo baracche e burattini e doniamo il donabile alla LILA, che quanto meno abbiamo fatto una buona azione per la lotta contro AIDS e HIV…

Sono un po’ puttana, ma dal cuore d’oro

Qualcuno lo ha notato. Perché mai non mi è ancora chiaro, ma qualcuno lo ha notato davvero: mi sono disiscritto da Friendfeed.

“Che cazzo è Friendfeed?”

Uh, santa pace, devo spiegarvi proprio tutto.

Vabbè. Sta di fatto che mi sono disiscritto. I motivi della mia disiscrizione sono ancora validi, ma c’è questo movimento di opinione sotterraneo e poco credibile che chiede – in maniera anche esilarante (le risate che mi sono fatto con questo video) – il mio ritorno sul social network, per cazzarare assieme.

Maledette introduzioni lunghe. Comunque. Dicevo. Ecco.

Mi volete di nuovo su Friendfeed? Pagatemi!

Sì lo so che fa un po’ escort rumena. Un po’ bananona tutta panna. Ma è a fin di bene!

Qui sotto troverete un simpatico bottoncino Paypal: donate, donate, donate. Alla cinquantesima donazione – scegliete voi l’importo, ma almeno 1 euro buttatelo, purciari! – ritorno su Friendfeed come se nulla fosse. In caso contrario, pace e amici ma diciamocelo, siete tutti un po’ stronzi e ricordatevi che dovete morire.


“Ah, meschino marchettaro! Coi sordi ti ci compri l’escort rumeno? La bananona tutta panna?”

No, devolvo tutto alla Lila.

Così unite il dilettevole all’utile, che la lotta all’AIDS e all’HIV e alle malattie sessualmente trasmissibili mica si vince facendo finta che non esista.

E se volevate una spiegazione più chiara di tutto l’ambaradan, avete decisamente sbagliato persona.