
Anche quest’anno il blog si veste di rosso, per il primo dicembre. È il World AIDS Day, lo sapevate?
Molti anni fa, quando frequentavo le varie chat su IRC, avevo preso la (buona) abitudine di lanciare un messaggio periodico di sensibilizzazione al tema dell’AIDS e della sieropositiva. Il concetto era, più o meno, che “fare sesso è bello, farlo sicuro è meglio” ricordando le varie pratiche a rischio di contrazione delle malattie sessualmente trasmissibili.
Ricordo i peggiori scontri, e le peggiori litigate. C’era chi affermava che no, lui non era a rischio. Chi sottolineava come la vita fosse sua, solo sua, e che era una sua scelta se praticare o meno sesso sicuro, e che ne avrebbe pagato solo lui le conseguenze (illuso). E c’era chi – ricordo bene – mi accusava di “fargli venire l’angoscia” con quei messaggi. Perché la consapevolezza genera angoscia, ed è giusto così: l’angoscia ti rende più cauto e meno stupido, ed è questa – forse – l’unica vera arma contro la diffusione del virus.
C’erano, poi, i tanti che mi chiedevano se fossi malato. “Ma tu sei sieropositivo?”. Perché non lo concepivano, non riuscivano a capire perché una persona “sana” avesse tutto questo interesse a diffondere informazioni e consapevolezza, e fosse tanto sensibile all’argomento.
Io malato non lo ero, e non lo sono. Ma quello dell’HIV l’ho sempre considerato anche un mio problema. Un problema di tutti. Più il virus si diffonde, più aumentano – statisticamente – il rischio di contrarlo. E meno piacere c’è nel far sesso (cosa che invece – diciamocelo – è molto piacevole e così dovrebbe essere sempre).
Per questo, credo che quello dell’informazione e del diffondere la consapevolezza sulla malattia sia un dovere civico e collettivo. Una responsabilità di tutti, ogni giorno. Ma ho imparato, anche, che non a tutti va di stare sulle barricate 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. Nonostante sia assolutamente necessario.
Quindi, se proprio negli altri giorni della vostra vita preferite far altro e concentrare le vostre energie altrove, questo primo dicembre dedicato alla lotta all’HIV e all’AIDS. Indossate il fiocchetto rosso sui vostri vestiti (e fatelo indossare ai vostri blog, se ne avete uno); e se qualcuno vi chiederà il motivo del gesto, perdete del tempo a spiegarglielo. E dite di fare altrettanto.
È poco, forse. Ma è il minimo che – nel nostro piccolo – possiamo e dobbiamo fare.