comunque mi è venuto in mente quell’essere molesto che girava da queste parti tempo fa, che poi il giorno che qualcuno lo ammazzava di botte avrebbe certo detto che trattavasi di omofobia, e non del suo essere l’essere più fastidioso del pianeta.
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Libri di Prestigio
Sul mio comodino, da qualche giorno, campeggiano due nuovi libri:
- L’ombra delle torri, un volumone di dimensioni colossali opera di quel genio fumettistico che è Art Spiegelmann, che racconta per immagini – e testimonianza diretta, visto che Spiegelmann è newyorchese ormai da tempo – l’esperienza del crollo delle Twin Towers;
- La schiuma dei giorni, di Boris Vian. Che non lo so bene di che parla, ma la quarta di copertina è stupenda e ti fa venir voglia di leggerlo. Cosa che farò a partire da oggi.
Per entrambi devo dire grazie al Funkyprofessor Zamperini, e a una sera a cena assieme a lui, alla di splendida moglie – davvero! Ogni tanto mi ritrovo inebetito a guardare dettagli del suo aspetto – Paola ci_polla, a Lovlou e alla Giovane Arrogante.
Per entrambi devo dire grazie a lui, dicevo: il primo era in bella vista sulla sua libreria, fumettisticamente fornitissima; il secondo, invece, mi è arrivato direttamente dalle sue mani. Con una dedica, però, che tengo bellamente per me.
Quelle lettere che ci fa tanto piacere leggere
Gentile Letizia Moratti, Sindaco di Milano,
oggi, 3 novembre 2009, io e il mio fidanzato (e altre due coppie, e un legale della Rete Lenford) ci siamo recati in comune presso il vostro ufficio Pubblicazioni Matrimoniali, in via Larga 12, al fine di richiedere, per l’appunto, tale pubblicazione.
Prima di scendere nel dettaglio di ciò che è avvenuto, ci terrei a ricordarle ciò che enuncia l’articolo 3 della Costituzione Italiana che dichiara testualmente:
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”Brevemente: una deliziosa signorina ha accolto la novella coppia, con un gran sorriso chiedendo “chi di voi due si sposa e con chi?” e alla risposta “noi due con noi stessi” il sorriso si è raggelato in un ghigno satanico, ma pur sempre estremamente gentile.
Dopo brevissima consultazione col capo ufficio, ci ha informato che non avremmo nemmeno potuto far richiesta di pubblicazione, in quanto sprovvisti dei requisiti necessari.Ad ogni modo la sua collega (che esclamava nel frattempo: che bello! Buona fortuna!) ci ha suggerito di far domanda in carta libera all’ufficio Protocollo.
Usciti dall’ufficio nel quale ci sono stati negati -in quanto rei d’omosessualità- i nostri elementari diritti di cittadino italiano che vota e paga le tasse, ci siamo confrontati con le altre coppie alle quali era stata detta la medesima cosa.
Nota a margine: durante questa breve consultazione tra coppie ed avvocato, un dipendente comunale si è premurato di farci sapere (ripetutamente) che la suoneria del suo telefonino era “Faccetta Nera”, nota canzoncina dei bei tempi perduti del fascio.Così il variopinto gruppetto si è spostato ai piani bassi, all’ufficio protocollo e, dopo non poco penare, è riuscito a depositare finalmente questa domanda di richiesta per poter accedere al servizio di Pubblicazioni Matrimoniali.
Letizia, vorrei porre la sua attenzione su un esempio banale ma molto significativo: se a lei, in quanto donna, venisse negato il Diritto Costituzionale di accedere al voto, come si sentirebbe?
Ecco, esattamente nello stesso modo mi sento io stamane, violato nella mia dignità umana, personalmente offeso dai suoi dipendenti e soprattutto arrabbiato perché:
1) non solo mi viene negato il diritto di sposarmi, ma l’atteggiamento dei suoi dipendenti, viola l’articolo 3 della costituzione, rendendo ANTICOSTITUZIONALE L’OPERATO DELL’ANAGRAFE DI MILANO
2) oltre al diritto di sposarmi mi viene negato anche il mio diritto di dignità, sminuendo la mia persona, nonostante –come già sottolineato- io sia Cittadino Italiano incensurato, paghi le tasse ed eserciti il diritto/dovere di voto
3) naturalmente a tutto ciò si sommano tutti gli altri diritti correlati ai quali non posso accedere: si va dalla licenza lavorativa matrimoniale per arrivare al diritto di successione, alla responsabilità sanitaria… la lista è lunga, caro SindacoLa prego quindi di dar seguito, nei tempi previsti dalla legge, alla richiesta di pubblicazioni depositata dalla nostra coppia e dalle altre coppie facenti parte dell’associazione “Certi Diritti”.
La prego inoltre di ricordare ai suoi dipendenti che l’intimidazione è un reato punibile per legge.Cordialmente
Un cittadino che paga le tasse.
[Recensioni] INQ1 3Italia in prova: lo spacchettamento

Il telefono INQ1 in tutto il suo splendore: copripacchetto, coperchio giapponesizzante e telefonino già aperto
[Questo post è pronto da qualche giorno, ma avendo io tempi molto lunghi...]
E quando me ricapita più? Fare il Beggi della situazione, intendo. Smanazzare, spupazzare, smandrappare un simpatico oggettino tecnologico in prova. Perché, come dire, ecco: finalmente anche io posso. Yeah! Yuppidù! Zan zan zan! Anche io posso scrivere post marchettari tipo Pandemia.
Gli amici di 3Italia mi hanno infatti mandato in prova – non ho ben chiaro per quanto – un esemplare del loro “social telefonino”, l’INQ1. Un simpatico slide-phone con accesso rapido a numerosi social network e strumentini 2.0. Per gli interessati capitati sul mio blog, trovate qualche notazione – niente di troppo leccaculo, che lo sapete che non sono il tipo – dopo il Continua. I fortunelli che hanno sottoscritto il mio Feed RSS, invece, si trovano il post tutto di fila. Ah, gioite! Gioite!
Sono una puttana da quattro soldi, ma col cuore d’oro
E così, come anticipato, l’iniziativa “Gatto Nero torna su Friendfeed, fallo per la LILA!” è giunta a conclusione.
L’idea era di raccogliere un po’ di donazioni da parte dei blogger a favore della Lega Italiana Lotta all’AIDS, con la scusa di spingermi a tornare su Friendfeed.
Il risultato? Qui sotto, nello screenshot delle donazioni (che segue il principio del “Fai del male e ricordatene, fai del bene e scordatene” censurando i nomi dei donatori):
Ed ecco lo screenshot della ricevuta della donazione fatta da me coi soldi raccolti (111 euro lordi, più una piccola aggiunta da parte mia):
Ed eccoci qui. Direi che abbiamo raggiunto un buon risultato: 111 euro raccolti per un totale di 11 donazioni, di cui almeno 4 (di cui una sostanziosa) proveniente da persone che con Friendfeed c’entrano solo lateramente, per non dire nulla.
Per una comunità attiva come quella italiana su Friendfeed è un buon risultato, no? No? No?
Senza mani!
Ci sono volte che per mettere una pezza a una pessima uscita si finisce per far di peggio.
Chinaski c’è riuscito, cercando di ovviare alle critiche al suo precedente post vagamente omofobo di quei poveri pirla che in realtà non capiscono un cazzo di letteratura perché Chinaski è uno figo che scrive bene e quindi c’ha ragione a prescindere.
E c’è riuscito talmente bene da riuscire a scatenare una ridda di commenti di buon gusto, fra cui spicca roba come questa:
Vedo che abbiamo gli stessi problemi, cioè no, io in passato li ho risolti, ma solo sbandierando il fatto che una volta frequentavo alcuni gay e li trovavo simpatici (pur rabbrividendo al pensiero della pratica omosessuale).
Roba che la Carfagna e i suoi amici gay che non si sentono discriminati andrebbero in massa da Chinaski e dagli amici sua per limonarseli selvaggiamente.
La D’Addario aveva più successo
Piccolo aggiornamento sullo stato delle donazioni pro-Lila per il mio rientro su Friendfeed:
- 5 persone 5 hanno messo mano – anche simbolicamente – al portafoglio
- la raccolta è ferma ai 25 euri, roba più, roba meno
- l’iniziativa non ha avuto un grosso richiamo in Rete – cosa prevedibile – quindi difficilmente ci sarà un boom improvviso nelle prossime ore
Stante così le cose, ci diamo una scadenza: alla fine del prossimo week-end, chiudiamo baracche e burattini e doniamo il donabile alla LILA, che quanto meno abbiamo fatto una buona azione per la lotta contro AIDS e HIV…
Sopravvivere a se stessi
Sono un po’ puttana, ma dal cuore d’oro
Qualcuno lo ha notato. Perché mai non mi è ancora chiaro, ma qualcuno lo ha notato davvero: mi sono disiscritto da Friendfeed.
“Che cazzo è Friendfeed?”
Uh, santa pace, devo spiegarvi proprio tutto.
Vabbè. Sta di fatto che mi sono disiscritto. I motivi della mia disiscrizione sono ancora validi, ma c’è questo movimento di opinione sotterraneo e poco credibile che chiede – in maniera anche esilarante (le risate che mi sono fatto con questo video) – il mio ritorno sul social network, per cazzarare assieme.
Maledette introduzioni lunghe. Comunque. Dicevo. Ecco.
Mi volete di nuovo su Friendfeed? Pagatemi!
Sì lo so che fa un po’ escort rumena. Un po’ bananona tutta panna. Ma è a fin di bene!
Qui sotto troverete un simpatico bottoncino Paypal: donate, donate, donate. Alla cinquantesima donazione – scegliete voi l’importo, ma almeno 1 euro buttatelo, purciari! – ritorno su Friendfeed come se nulla fosse. In caso contrario, pace e amici ma diciamocelo, siete tutti un po’ stronzi e ricordatevi che dovete morire.
“Ah, meschino marchettaro! Coi sordi ti ci compri l’escort rumeno? La bananona tutta panna?”
No, devolvo tutto alla Lila.
Così unite il dilettevole all’utile, che la lotta all’AIDS e all’HIV e alle malattie sessualmente trasmissibili mica si vince facendo finta che non esista.
E se volevate una spiegazione più chiara di tutto l’ambaradan, avete decisamente sbagliato persona.
La strategia della paura
Questa mattina, alle 8, mia madre mi ha chiamato sul telefonino. “Buongiorno”, mi ha detto. Buongiorno, le ho risposto con la voce un po’ impastata. “Stavi dormendo?”. Sì, ma mi stavo per alzare. Come mai mi chiami a quest’ora? “No, niente, ho fatto un brutto sogno. Senti… ti volevo dire… mi raccomando non iscriverti a questi gruppi su Facebook contro Berlusconi, che hai visto che fanno le denunce?“.
Mi ha detto proprio così, mia madre. “Non fare questa cosa, che se lo scoprono ti denunciano”. Si preoccupa, mia madre, come qualunque madre fa per il proprio figlio.
Forse è questo il passo successivo nell’evoluzione della società italiana che stiamo vivendo. Forse.


