World AIDS Day 2009

Come potete vedere – a meno che non mi leggiate dai vostri feedreader, e allora date una cliccata al link a questo post – il blog si è “vestito a festa” per partecipare più che felicemente alla Giornata Mondiale dell’AIDS, per combattere questa malattia di cui ancora sappiamo davvero troppo poco ma che così tanto condiziona le nostre vite. Di tutti i giorni.

Come qualcuno saprà, avrei voluto fare di più. E ancora ci proverò nel corso della giornata di domani. Nel frattempo, però, esprimo con il Red Ribbon (opera di Trygve.u, che ringrazio) il mio MASSIMO supporto all’iniziativa.

Fatelo anche voi, e speriamo vada meglio dello scorso anno.

Le persone dietro ai pixel

Mi spiace dover rincarare la dose. Sono uno dei tre autori delle foto (quella della suora, per la precisione), faccio notare che ho saputo PER CASO che il mio scatto è stato utilizzato per la campagna: NESSUNO dell’arcigay mi ha contattato, né prima, né dopo.

[...]

Tuttavia, credo che abbiano mancato di educazione e rispetto nei miei confronti non avvetrendomi dell’uso della foto. Inoltre, credo che sia poco accorto non affidarsi a fotografi professionisti, io sono solo un dilettante, nella vita faccio altro.

E così capita che Cristiano scopra una sua foto all’interno della campagna nazionale Arcigay in favore dell’uso del preservativo, di cui aveva parlato Barbara qualche giorno fa su Gaycampitalia.org. Una sua foto usata nel pieno rispetto delle licenze, ma senza chiedergli nulla o informarlo del suo utilizzo.

Qualche tempo fa, successe una cosa molto simile con un articolo di Gay.tv e una mia foto di Remuz, utilizzata fuori contesto e alterandone il significato (attribuendo a un amico etero una sessualità che non gli era propria). Con l’aggravante che, allora, la mia foto era sotto copyright.

Che queste cose capitino, mi sciocca ancora. Non tanto per l’uso dell’immagine in sé, che di certo non cambiera economicamente (o in altro modo) né la mia vita né quella di Cristiano né quella dei tanti a cui accadono fatti simili.

Ciò che mi sciocca è la mancanza di consapevolezza che dietro i volti o i corpi che vengono fotografati ci siano comunque persone vere, con un vissuto e con delle storie che – potenzialmente – possono non collimare con l’utilizzo (arbitrario) che si fa della foto scattata.

Sembra che Internet, e la possibilità di trovare qualunque cosa con una semplice ricerca su Google, o su Flickr – abbia fatto dimenticare una cosa fondamentale e basilare dei rapporti umani: prima di usare qualcosa di altrui, è buona educazione chiedere.

Mia madre, probabilmente, in una situazione simile nella real life mi avrebbe mollato un ceffone di tale entità da farmi ricordare vita natural durante questa regola di buona creanza. Forse è il caso di cominciare a mollare un paio di ceffoni anche nella virtual life.

Cose che capitano

Mentre tornavo a casa, causa febbre – stavolta ufficiale e misurabile: 37.6° – ho ricevuto una mail, di cui non posso rivelare l’autore né riportarne il testo a causa del principio della segretezza della corrispondenza (fermo restando che l’autore, già commentatore di questo blog, può sentirsi libero di pubblicarla lui stesso, nei commenti a questo pezzo).

Sorvolando sulle minacce neppure molto velate in essa contenute, mi è stato fatto sapere di avere un impiego in un’azienda in cui sono preso per il culo da colleghi e superiori, che lo stesso mittente dice di conoscere. Ironicamente, proprio quest’oggi sono giunto a conoscenza di un collegamento inaspettato fra il mittente e uno dei miei colleghi, che si affianca ad altre conoscenze già prese in considerazione.

A prescindere da questo, e ignorando il resto del contenuto della mail, vorrei solo fare un invito a quanti lavorano con me. Cari amici e colleghi, so che potete leggermi (direttamente o indirettamente) in quanto l’ambiente – sia lavorativo, che cittadino, che internettiano – è piccolo e le voci girano: se aveste qualcosa da recriminare sul mio carattere o sul mio modo di lavorare, sentitatevi liberi di criticarmi apertamente, venendomelo a dire vis-a-vis. Non ci si può piacere tutti, per forza, ma credo che l’onestà e un dialogo tranquillo e onesto sia alla base di un ambiente lavorativo positivo.

Grazie.

Pezzi di merda privi di vergogna

wikimediamerda

Il fatto che prima mi abbiano cacciato “con ignominia” – e si siano ripresi il marito di Frieda Brioschi nonostante continui con la sua opera di trollaggio (ma essendo Moglio, lui può) – e che poi utilizzino una MIA idea a distanza di anni come strumento promozionale dà esattamente il valore morale, sociale e civile della gente che frequenta Wikipedia e Wikimedia.

Gente che, ricordiamolo, è stata capace di uscite come questa (mai, mai, mai sanzionate):

« Povero micino, ce l’hanno tutti con lui. Anche questa riconferma è tutta a suo danno, magari troviamogli un bel negretto per l’inverno così si distrae e ci lascia scrivere l’enciclopedia. Te lo ricordi scrivere l’enciclopedia? Quando ancora servivi a qualcosa e noi non servivamo a te per curare la depressione? –16:55, 22 nov 2007 (CET) »

(Per quelli che: della mia web-reputation me ne fotto. È la mia real-life-reputation che mi importa, quella che mi permette di guardarmi allo specchio e dire “ehi, sai che c’è? Non sei per nulla una cattiva persona”)

Avere paura

la situazione è gravissima,in questo video dice chiaramente che siamo noi eterosessuali ad avere problemi,confesso che ho paura,non voglio che mia figlia cresca in un mondo dove essere gay è normale,sono persone malate,devono essere curate,caso mai aiutiamoli ad uscire da questa malattia mentale ma non fingiamo che sia normale.

Il titolo non conta, contano i fatti

Lo scorso anno, a Dicembre, riaprii per un ultimo post il mio vecchio blog – che poi è sempre questo, ma è una storia complicata – per commentare l’incapacità della blogosfera italiana di “muoversi” in favore della Lotta all’AIDS e all’HIV.

Quest’anno, incredibilmente e inaspettatamente, l’1 dicembre sarà di nuovo la Giornata Mondiale per la Lotta all’AIDS.

Ora, vi faccio una domanda. E ve la faccio per tempo: vogliamo pensare insieme qualcosa da fare, anche di semplice, per dimostrare che questo problema ci interessa tutti? Se sì, mettete un bel commento in calce a questo post. E fate girare l’invito anche sui vostri blog, account twitter, account friendfeed, account Facebook.

Siamo blogger, dimostriamolo.