Blog Archives
Sony Music, ovvero “Pagàmo un grafico solo che nun c’avemo sordi”
Fantasia al potere. È imbarazzante.
Allora, care amiche, ci vediamo al Pride?
Più di un milione? Meno di un milione? Non importa. Checché se ne dica – per quanti distinguo si voglia scegliere di fare (e ce ne sarebbero, da fare) – questa manifestazione figlia di un femminismo antico ha visto una … Continue reading
Oh, beh, ovvio
Della versione di Skins americana e delle sue quasi inesistenti (ma tutte negative) differenze della prima puntata della serie rispetto all’originale inglese ne ho parlato altrove, e non è il caso di ripetermi. Della seconda, mi limito a dire che … Continue reading
Il popolo che firma e il popolo che non fa
Mentre in Egitto succede di tutto e Mubarak taglia le vie di comunicazione “alternative” chiudendo l’accesso pubblico a Internet, in Italia e nel mondo è iniziato tutto il sommovimento dei rivoluzionari da scrivania, fra inutili raccolte di firme e – … Continue reading
Berlusconi e gli italiani, una storia d’amore
No, non lo lascio. Lui cambierà, io lo so. Mi ama. Non mi tradirà più, ne sono sicuro. Me lo ha detto lui, me l’ha assicurato che non mi ha tradito. Io lo so che lui mi vuole bene, lo … Continue reading
Le ragioni degli altri, e il sacrificio dei soliti
Tutte le volte che leggo la gente stracciarsi le vesti di fronte ai destini degli operai di Mirafiori – destino per altro sufficientemente roseo, visto che prevede un lavoro ancora sicuro, una pensione, dei benefit – mi chiedo sempre perché … Continue reading
Wikipedia, rose e fiori
Nel festeggiare i dieci anni di Wikipediani, credo sia anche doveroso ricordare il messaggio peggiore che mi sia stato scritto da un wikipediano, accuratamente nascosto dietro proxy anonimo e probabilmente ancora fra i contributori – e amministratori – dell’enciclopedia online: … Continue reading
Il Sud Italia e quell’emigrazione che non finisce mai
Ogni volta che mia madre dice “Sono stufa di preparare valigie, non voglio più preparare valigie” io mi sento morire un po’.
Cose che non capisco della blogosfera
Ognuno fa le sue scelte, nella vita. Negli ultimi mesi, io ho deciso di abbandonare in parte il socialnetworkismo spinto, cancellando il mio account da uno dei major playground della conversazione in Rete degli ultimi anni: Friendfeed. L’ho fatto per … Continue reading