Sanremo 2012, i Soliti Idioti e gli omosessuali: perché il loro sketch non faceva (e non deve fare) ridere nessuno

I fatti
Fatto 1: mercoledì sera, ospiti “comici” della seconda puntata di Sanremo 2012, Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio hanno presentato una serie di sketch il cui ultimo – se si esclude una dimenticabile esibizione musicale pre-dichiarazioni eliminatorie – era dedicato alla coppia omosessuale flamboyant già presentata nelle varie stagioni precedenti de “I soliti idioti”.
Fatto 2: giovedì sera, Gianni Morandi ha ribadito il suo nuovo mantra “Io amo i gay”, già ribadito subito l’esibizione dei Soliti Idioti, convinto che bastasse a ovviare all’ovvio problema causato da quello sketch.
Fatto 3: venerdì sera, Gianni Morandi ha presentato – e ripresentato, e ripresentato ancora – Mauro Coruzzi come “Platinette”, facendosi sfuggire un piccolo dettaglio: senza trucco, senza parrucca, senza vestiti sgargianti, di Platinette non c’era nemmeno l’ombra. E di fronte alla lezione di stile di Coruzzi – che dal palco dell’Ariston ha esclamato un “Io amo gli etero” a dimostrazione del vuoto di senso della scusa morandiana – Gianni ha reiterato il suo “Io amo i gay”, evidentemente convinto di poterlo trasformare in tormentone considerato il fallimento del suo “Stiamo tecnici”.
Fatto 4: da mercoledì sera in poi, in molti si sono spesi nella difesa di Mandelli e Bigio. Che, in fondo, avrebbero “fatto ridere”. Fra questi, anche molti omosessuali.
Perché lo sketch dei Soliti Idioti non fa ridere, perché lo sketch dei Soliti Idioti è offensivo
Se contro Morandi – e Papaleo, sì – puntare il dito è veramente facile (Morandi è in evidente difficoltà con l’argomento, non si possono inanellare così tante gaffe ripetute), in molti hanno fatto l’errore di considerare accettabile l’intervento comico dei due ex-veejay. Accettabile, e non offensivo. Grosso errore. Ecco perché.
1. Lo sketch era offensivo nel contesto: Esulando dalle finte giustificazioni di Morandi post-sketch, non si può dimenticare che la Rai è arrivata tranquillamente a censurare – ops, non mandare in onda “per motivi tecnici” – una puntata della serie tedesca “Un ciclone in convento” perché veniva rappresentato un matrimonio gay. Per chi non lo conoscesse, “Un ciclone in convento” è una sorta di crime alla tedesca con protagonista una suora. Ma sotto la censura “per motivi tecnici” è finito anche un film premio Oscar come “Brokeback Mountain”, in cui i “motivi tecnici” hanno – guarda un po’ il caso – avuto conseguenze solo sul bacio appassionato fra i due protagonisti, mai andato in onda. Se quindi su MTV lo sketch poteva essere digeribile (diciamo), sulla RAI il presunto spirito di denuncia sociale è scomparso, lasciando il posto a un effetto-rinforzo sull’omofobia del servizio pubblico.
2. Lo sketch era offensivo nelle intenzioni: Questo aspetto è strettamente legato al punto 1. Artisti che vanno sul Palco di Sanremo hanno una grossa responsabilità: parlano alla gente. A tanta gente. Compresa molta gente che non ha una cultura tale da poter filtrare il contenuto dello sketch: nonne, mamme, uomini di una certa età, ragazzini. Ignorarlo è da Idioti, appunto. La scelta di portare sul palco quello sketch, con quei contenuti (vedi il punto 3) rivela un grosso problema di fondo con Biggio e Mandelli: non gliene fregava nulla che lo sketch portasse avanti un messaggio omofobo. Questo non vuol dire che non si possa prendere in giro gli omosessuali, o che a farlo debbano essere solo gli omosessuali stessi: est modus in rebus, dicevano i latini. Non avevano torto.
3. Lo sketch era offensivo in sé: A quanto detto finora, però, in molti rispondono con un “Non è colpa di Biggio e Mandelli” (affermazione per altro questionabile, vedi punto 2), perché “in realtà lo sketch vuole essere <segue spiegazione metafisica della volontà sociale dei due comici>”. In realtà no: lo sketch è offensivo anche preso fuori dal contesto sanremiano (o Rai in generale). Basta confrontarlo con le altre produzioni dei due Soliti Iditioti.
Esaminando anche solo quanto fatto a Sanremo, possiamo notare come lo schema generale della comicità Idiota si fonda su due personaggi: uno sgradevole e irritante, che rappresenta il malcostume italiano (la impiegata lassista, il ricco “illegale”, la ricca “tennista” razzista) e un secondo personaggio che fa da contraltare (il pony express, il figlio, il fidanzato). Questo secondo personaggio, pur rivelando una debolezza che li porta ad essere sopraffatti dal personaggio sgradevole rivelano una sostanziale condanna all’atteggiamento dello stesso (aspetto più facilmente riscontrabile nello sketch del “Daicazzo”, con padre e figlio).
Nel caso dello sketch sulla coppia omosessuale, questo controcanto è assente: il Personaggio Contraltare è infatti un omosessuale altrettanto sgradevole, disinteressato, vanesio, che anziché focalizzare l’attenzione sui difetti dello Sgradevole, sembra aggiungerne altri nel mucchio.
E il Personaggio Sgradevole in sé, per altro, che messaggio vuole trasmettere? Chi difende I Soliti Idioti tende a caricare questo sketch di un valore di critica contro l’omofobia, ma a me pare che il centro focale dello sketch stia nella reazione del Personaggio Sgradevole ai problemi che gli si presentano, risolti al grido di “Hai qualche problema con gli omosessuali?” ( = “Agli omosessuali non si può mai dir nulla, che usano l’omofobia come scusa contro ogni critica”). E se vogliamo considerare accettabile questo, beh, parliamone.
“Non DEVE far ridere nessuno”? “IN REALTA’ lo sketch è offensivo”? E secondo quali criteri tu hai stabilito tali inoppugnabili verità? Vola un pelo più basso…non hai LA verità in tasca, non ce l’ha nessuno. Su queste basi è impossibile ogni tipo di discussione, abbi pazienza. Ciao.
Ciao, e tante care cose.
Non sono d’accordo. Credo che le tue affermazioni siano un tantino affrettate! Almeno, il significato che ho percepito io, è quello di una rappresentazione puramente comica e umoristica, assolutamente non indirizzata ad una finalità offensiva. Ora, cercare di dare una spiegazione critica nei confronti dello sketch, pare sia diventata la moda degli ultimi tempi, in quanto tutti noi ci sentiamo pervasi da un sentimento perbenista! (tuttavia poco razionale). I Soliti Idioti possono stare simpatici o meno, ma non è possibile che ogni sacrosanto anno mi ritrovo a leggere notizie su internet di gente che deve porre sempre in giudizio lo spezzone comico di Sanremo. Eddai, facciamoci una risata! Le teorie del tipo “no perchè, secondo me voleva offendere, secondo me non sono adatti al pubblico, secondo me hanno un nonsochè di cattivo gusto” sentite e strasentite ci hanno stancato.
Tra i personaggi dei soliti idioti molti non hanno contraltare positivo come dici tu, ad esempio: i due preti, i due bambini, i due palestrati. non ho capito poi perche’ un omosessuale deve essere considerato come positivo o negativo.
Io questa critica l’avrei condivisa se fosse stata fatta 3 anni fa nelle prime puntate dei soliti idioti. e non dite: “ma andava in onda solo su mtv….” mtv la guardano prevalentemente i ragazzi e percio’ secondo la logica diseducativa della tv, per tre anni mtv ha formato ragazzini che tendenzialmente potrebbero prendere in giro coetanei omosessuali. IHMO
Abbiamo strozzato il politically correct nella culla, e questo errore lo pagheremo caro e salato, per anni e anni. E sì, ci dovremo regolarmente ciucciare i commenti pelosi di persone gay friendly, o addirittura straight allies, che diranno che però lo sketch faceva riderissimo e non era offensivo. Ti lascio immaginare gli altri.
Gil, francamente le valutazioni sul comportamento della gente – tutta – non mi ha stancato per nulla. Credo che dobbiamo responsabilizzarci un po’ di più, tutti. Anche a me piace il care-free style, il “fàmose ‘na risata”, ma questo non vuol dire che vale tutto. “Est modus in rebus”, come dicevo: se vai a un funerale non racconti le barzellette, non vai a una convention di sopravvissuti ai campi di sterminio a fare le barzellette sul sapone e non vai in una rete omofoba di uno stato omofobo a fare uno sketch omofobo. Dei gay si può ridere benissimo, però ecco, impariamo a farlo bene.
Mirco, come dicevo oltre al fatto che trovi lo sketch offensivo in sé, è stato il contesto ad aggravare le cose. Su MTV aveva un senso, e soprattutto perché MTV fa un’opera generale di educazione all’omosessualità, e lo fa da anni. È sempre stata – in quanto “giovane” – una rete molto aperta al confronto e ai diritti del diverso. In quel contesto, per quanto possa trovare poco divertente la loro comicità, lo sketch ha una portata e un effetto decisamente diverso che farlo in prima serata, su Raiuno, davanti allo sguardo di un bel po’ di genitori con figli omosessuali.
Mark: Ci siamo capiti. È soprattutto il commento dei gay, gay-friendly e gay-allies che non capisco. Come se non vedessero la portata divulgativa di Sanremo.
Ottima analisi, condivido.
Sono uno di quelli che si è sempre fatto una risata sui loro sketch…. ma il problema qui non è tanto l’esibizione, ma tutto quello che ruota attorno.
Come dici tu è “il contesto”, il contesto di una rete su cui il confronto, su parecchie tematiche, è impossibile. Insomma si parla di una RAI che, nella giornata mondiale della lotta contro l’AIDS, si cura di non pronunciare la parola “preservativo”…. questo dimostra che riescono ad utilizzare un’attenzione maniacale ai contenuti che passano.
Qui volevano passare il solito vecchio messaggio della sfranta rincretinita.
Qui non c’è mai stato e temo mai ci sarà diritto di replica. Non c’era informazione e l’intrattenimento era ai minimi storici.
Unica eccezione Geppi Cucciari.
Un grazia a Morandi & Co. da parte di tutti i figli gay con genitori attempati (di idee).