gatto, sei impostato, misurato, controllato, posato: io ti sto dicendo che ogni tanto bisogna mollare gli ormeggi, che per me vuol dire semplicemente aprire gli occhi e accorgersi che qualcuno sta facendo la stessa identica cosa nello stesso momento – marmaz
Monthly Archives: dicembre 2009
“Io ci ho speranza”
Questa stanza non ha più pareti
Le pareti della mia camera sono sempre state vuote.
E per me, questo fatto, è sempre stata una specie di cruccio. Mi scervellavo per capire perché io proprio io non avessi i muri tapezzati di poster, manifesti, cartoline e foto come quelle dei miei coetanei.
[Questo post dovrebbe essere lunghissimo, un excursus sulla mia personalità e i dolori della mia infanzia e la voglia di cambiare. Ma sono troppo pigro. Me lo completate voi? Tanto spazio alle pareti ce n'è.]
Stanchi di viaggiare
Stanchi di viaggiare, foto postata da Gatto. Nero..
Io e mia madre condividiamo un destino strano, che va oltre quello del sangue.
Viaggiamo da una vita.
Lei da quando – giovanissima – si trasferì in Svizzera per stare accanto a suo marito, in un paese straniero dove la gente parlava una lingua che non conosceva e che ha dovuto imparare, in qualche modo.
(Io la ammiro ancora per questo, e mi domando come abbiano fatto. Ammiro tutti gli emigranti d’Italia, e comprendo quelli che emigrano IN Italia, e mi incazzo – sì, mi incazzo – quando sento parlar male di loro. Ma questa è una parentesi lunga, e forse fuori luogo)
Dicevo: io e mia madre condividiamo il destino del viaggio.
Che è un destino amaro, di abbandono e di paura. Non credete a chi vi descrive il viaggio come un’esperienza estasiante, esaltante e basta, null’altro: sono persone senza legami.
Il viaggio ti pone di fronte a una sfida, ti spinge a cambiare e a migliorare, ad adattarti. Ma toglie via – sempre – un pezzo di te. Quello che lasci nella città che abbandoni, anche momentaneamente.
Il viaggio è un destino amaro, perché i viaggi iniziano e sembrano non finire mai.
E cominci a viaggiare, e ti chiedi se e quando finalmente tornerai a casa. E ti chiedi, soprattutto, quale sarà la tua casa. Qual È la tua casa.
Perché certe volte, anziché viaggiare, vorresti semplicemente stare seduto. Abbracciato alle persone che ami, a guardare il mare. E sentirti felice.
Beh, se lo dice lui
Sfoghi
Ma poi mi incazzo, davvero, perché la vita sempre girare sempre come cazzo pare a lei.
Uno ci prova a comportarsi bene, in maniera tale da sentirsi “a posto” quando ci si guarda allo specchio. Cercando di non essere uno stronzo, e di fare quello che si deve fare. E invece la prende sempre, perennemente nel culo. E mai in quella maniera piacevole che a qualcuno potrebbe anche andrebbe bene.
Poi qualcun’altro è uno stronzo inaffidabile e bugiardo e bam, vive felice tranquillo sereno e pure bono.
È in giorni come questo che rimpiango di aver cancellato il mio account su Friendfeed
Nella foto: utenti di Friendfeed partecipano alla veglia di preghiera per protestare contro l’orribile, inaccettabile, gravissimo fatto di violenza che ha visto vittima Silvio Berlusconi.
Neanche Photoshop la salverà
World AIDS Day 2009
Come potete vedere – a meno che non mi leggiate dai vostri feedreader, e allora date una cliccata al link a questo post – il blog si è “vestito a festa” per partecipare più che felicemente alla Giornata Mondiale dell’AIDS, per combattere questa malattia di cui ancora sappiamo davvero troppo poco ma che così tanto condiziona le nostre vite. Di tutti i giorni.
Come qualcuno saprà, avrei voluto fare di più. E ancora ci proverò nel corso della giornata di domani. Nel frattempo, però, esprimo con il Red Ribbon (opera di Trygve.u, che ringrazio) il mio MASSIMO supporto all’iniziativa.
Fatelo anche voi, e speriamo vada meglio dello scorso anno.

