Mentre tornavo a casa, causa febbre – stavolta ufficiale e misurabile: 37.6° – ho ricevuto una mail, di cui non posso rivelare l’autore né riportarne il testo a causa del principio della segretezza della corrispondenza (fermo restando che l’autore, già commentatore di questo blog, può sentirsi libero di pubblicarla lui stesso, nei commenti a questo pezzo).
Sorvolando sulle minacce neppure molto velate in essa contenute, mi è stato fatto sapere di avere un impiego in un’azienda in cui sono preso per il culo da colleghi e superiori, che lo stesso mittente dice di conoscere. Ironicamente, proprio quest’oggi sono giunto a conoscenza di un collegamento inaspettato fra il mittente e uno dei miei colleghi, che si affianca ad altre conoscenze già prese in considerazione.
A prescindere da questo, e ignorando il resto del contenuto della mail, vorrei solo fare un invito a quanti lavorano con me. Cari amici e colleghi, so che potete leggermi (direttamente o indirettamente) in quanto l’ambiente – sia lavorativo, che cittadino, che internettiano – è piccolo e le voci girano: se aveste qualcosa da recriminare sul mio carattere o sul mio modo di lavorare, sentitatevi liberi di criticarmi apertamente, venendomelo a dire vis-a-vis. Non ci si può piacere tutti, per forza, ma credo che l’onestà e un dialogo tranquillo e onesto sia alla base di un ambiente lavorativo positivo.
Grazie.
E per chi non ti è collega?
E’ dato sapere dove lavori, magari anche sotto forma di comunicazione privata o tramite velina?
llcoollimo