Come esuli pensieri, nel vespero migràr

Si cerca casa. Dopo tanto peregrinare si cerca casa. E no che non so cosa mi succederà fra sei mesi, cosa ne sarà di me. Dove sarò, cosa farò. Ma i tempi in cui viviamo sono gli stessi per tutti, giovani e meno giovani ammantati di questa vita precaria che è come una nebbia e non ti fa vedere a un palmo dal naso. Però, però la casa è importante. Anzi, no, maiuscolo: la Casa è importante. Non è così per tutti, ovvio, e credo che statisticamente al Nord la mia affermazione sia molto meno vera di quanto non lo sia per la gente del Sud. Ed è paradossale, se ci pensate, perché chi è nato nel Settentrione è relativamente facilitato nell’acquistarne una, con il lavoro più facile da trovare e pagato con maggiore regolarità: è proprio vero che chi ha il pane non ha i denti.

La Casa è importante: sono le radici, ti dicono da dove vieni e dove andrai ogni volta che avrai bisogno di tornare indietro. Rappresentato il tuo punto di partenza. La stabilità che permette di crescere. Non c’è movimento senza un punto di partenza, c’è solo un vagare senza direzione. E arrivato quasi a trent’anni – Cristo, trent’anni: a breve sarò costretto a comprare dei pantaloni di pelle – credo di aver bisogno di un punto di partenza nuovo. Staccato dalla mia famiglia e dalla mia Calabria.

Loro, ora, diventeranno uno dei miei punti di arrivo. Ma quello di partenza, di punto, sarà solo mio.

06. novembre 2009 by Gatto Nero
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Comments (4)

  1. anche per me la casa è importante… ma diventa speciale quando me ne frego di dove sto abitando, e mi concentro su quello che c’è fuori dalla casa

  2. Sono orgoglioso di te!

  3. “con il lavoro più facile da trovare e pagato con maggiore regolarità”

    Ehm… parla per te!

  4. Non so se varia realmente da nord a sud, ma verso i trent’anni una casa è importante anche per quelli di Milano, è un po’ un punto di arrivo, un punto caldo, in cui fare meglio il punto del tutto :)

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