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[Recensioni] INQ1 3Italia in prova: lo spacchettamento

2009 novembre 3
by Gatto Nero
INQ1, semispacchettato

Il telefono INQ1 in tutto il suo splendore: copripacchetto, coperchio giapponesizzante e telefonino già aperto

[Questo post è pronto da qualche giorno, ma avendo io tempi molto lunghi...]

E quando me ricapita più? Fare il Beggi della situazione, intendo. Smanazzare, spupazzare, smandrappare un simpatico oggettino tecnologico in prova. Perché, come dire, ecco: finalmente anche io posso. Yeah! Yuppidù! Zan zan zan! Anche io posso scrivere post marchettari tipo Pandemia.

Gli amici di 3Italia mi hanno infatti mandato in prova – non ho ben chiaro per quanto – un esemplare del loro “social telefonino”, l’INQ1. Un simpatico slide-phone con accesso rapido a numerosi social network e strumentini 2.0. Per gli interessati capitati sul mio blog, trovate qualche notazione – niente di troppo leccaculo, che lo sapete che non sono il tipo – dopo il Continua. I fortunelli che hanno sottoscritto il mio Feed RSS, invece, si trovano il post tutto di fila. Ah, gioite! Gioite!

Come titolo stesso dice, cominciamo con qualche piccola notazione estemporanea sul packaging:

  • Il telefono mi è arrivato nella classica scatolona di cartone con TANTO nastro da pacchi. Grazie a Dio: conoscendo le Poste Italiane, meglio sigillare il più possibile l’ambaradan per evitare stravaganti fuoriuscite
  • Una volta liberato – con qualche difficoltà dovuta alla mia manualità becera – lo scatolino vero e proprio mi sono ritrovato uno scatolotto davanti abbastanza anonimo, blu con la Q – simbolo dell’INQ1 – gialla.
  • La vera sorpresa spunta una volta tolto l’anonimo cappottino: una bella scatola con stampa orientaleggiante, davvero molto elegante. Ma con un tocco di originalità: la geisha rappresentata indossa… un paio di belle cuffiottone. Come dire: siamo eleganti, siamo chic, ma siamo moderni.
Le nove card-manuale dell'INQ1

Le nove card-manuale dell'INQ1

La stessa impressione viene data dal manuale del telefonino, che si presenta in forma particolare: nove cartoline-stampa, veramente belle (e che volentieri non ridarei indietro, ecco), con le informazioni basilari stampate sul retro. Le vedete fotografate qui di lato, per dire, così vi fate un’idea.

Completano l’equipaggiamento:

  • un caricabatterie
  • un cavo di collegamento al PC (che è un normalissimo cavo USB – da miniUSB a USB; finalmente, aggiungo io: in caso di guasto o rottura è veramente semplice da sostituire), che funziona anche come cavo di alimentazione del cellulare. Comodo, molto comodo.
  • un auricolare
  • un CD contenente… qualcosa. CD che purtroppo non funziona con Mac OS. Sì, so che è un problema comune a quasi tutte le case produttrici di telefonini, ma… Forse è il caso che Motorola, Nokia & Co. si decidano a cambiare le cose. Spulciando nel CD con Finder ho trovato però un bel manualone classico in PDF, nel caso aveste curiosità non soddisfatte dalle microcartoline.

Riflessioni

Qualche valutazione sul significato di questo packaging. Quando la Tre sul suo account Friendfeed se ne uscì con la proposta di dare in prova il cellulare ad alcuni blogger, io feci un commento (di quelli miei soliti, seri ma buttati lì così come una battuta): “Ma sì, è un telefono carino e interessante con target i regazzini“. L’Uomo Tre mi rispose che no, il target dell’INQ1 non è indirizzato ai règazzini e ora posso anche dargli ragione.

A dare un’occhiata al packaging esterno, infatti, il telefono sembra essere indirizzato dall’azienda a un target di persone fra i 18 e i 30-35 anni, attenti alle mode e alle “culture”. Gente che vuole essere cool, per intenderci. Il telefono, ovviamente, è presentabilissimo in giro anche da persone più mature: form-factor slide (è scorrevole, regà), colore grigio antracite, con parti che hanno un effetto ottico simile al brushed-metal storicamente Apple. Usandolo solo come telefono sarebbe perfetto anche come strumento business. Ma non è un E51 della Nokia, per intenderci.

Questo cellulare si infila in una nicchia di mercato che secondo me è abbastanza scarna. Ci sono infatti i telefonini rivolti agli adulti, come la serie E della Nokia, o i Blackberry. Ci sono i telefonini rivolti ai ragazzini sotto i 18, come quegli LG tutti sbrilluccicosi. E nel mezzo quasi niente, se si escludono – forse – gli Xpress Music della Nokia. Con un po’ più di colore in più – ma senza esagerare – l’INQ1 sarebbe un perfetto concorrente in questa nicchia di mercato, avendo quell’attenzione alla Rete che tanto intrippa questo range d’età.

E con questo, direi che per stavolta ho concluso. Nei prossimi giorni qualche altra recensione sull’utilizzo del telefono. Niente roba tecnica, niente fissazioni sui secondi precisi che dura la batteria, una sola domanda: io, utente medio normale di tutti i giorni, posso avere beneficio dall’uso dell’INQ1? Dai, ci vediamo alla prossima puntata.

One Response leave one →
  1. novembre 13, 2009

    ciao, sono stato sorteggiato anch’io su twitter però leggendo tutto il contratto in pdf che trovi sul sito per fare l’ordine non so se procedere con l’ordine del telefono, troppe clausole e tutte a favore di 3.

    vale la pena fare tutte queste manfrine (invio di moduli ogni tot, restituzione, navigazione costante con il telefono, ecc..) ?

    cosa ne pensi ?

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