La strategia della paura
Questa mattina, alle 8, mia madre mi ha chiamato sul telefonino. “Buongiorno”, mi ha detto. Buongiorno, le ho risposto con la voce un po’ impastata. “Stavi dormendo?”. Sì, ma mi stavo per alzare. Come mai mi chiami a quest’ora? “No, niente, ho fatto un brutto sogno. Senti… ti volevo dire… mi raccomando non iscriverti a questi gruppi su Facebook contro Berlusconi, che hai visto che fanno le denunce?“.
Mi ha detto proprio così, mia madre. “Non fare questa cosa, che se lo scoprono ti denunciano”. Si preoccupa, mia madre, come qualunque madre fa per il proprio figlio.
Forse è questo il passo successivo nell’evoluzione della società italiana che stiamo vivendo. Forse.
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