Comunicazione chiara, onesta, sincera
Quello che mi piace, di Arcigay, è la capacità di esprimere in maniera semplice e chiara il loro punto di vista, e di raccontare ai mezzi di comunicazione quali sono i loro nobili scopi. Prendiamo come esempio il comunicato stampa della manifestazione di ieri contro l’Omofobia, a Roma… manifestazione che da “Uguali”, come pubblicizzato su tutti i canali (Facebook in primis) è diventata “Uguali e uniti“:
Il corteo che è partito da Piazza della Repubblica a Roma ora invaderà le strade della Capitale e per la prima volta nella storia del nostro Paese le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender sfileranno in una grande manifestazione nazionale che non sia un Pride.
Era importante, infatti, far notare come non si fossero fatte altre manifestazioni, negli scorsi mesi. Le famose manifestazioni “autoconvocate”, in fondo, non sono mai esistite. E neanche la manifestazione per i diritti degli omosessuali, Coraggio Laico, organizzata qualche anno fa in concomitanza con il Family Day, era mai stata effettuata. Questo spiega perché la manifestazione di ieri fosse la PRIMA.
E poi era bello ricordare le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender presenti. Anche perché gli eteri, quelli proprio no signora mia.
Il nostro giudizio è che oggi a Roma sfila il primo nucleo del popolo lgbt che intende cambiare anche il movimento.
A Roma, il primo nucleo del popolo lgbt. Quello che vuole cambiare il movimento, mica chiedere uguali diritti. Mica a Bologna, o Milano, o Firenze. Cioè, a Roma: è una cosa importante da sottolineare. Anche perché…
Le decine di migliaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione in Piazza, a cui si aggiungeranno altre lungo il percorso, inviano un messaggio anche ai leader e alle leader del movimento: è ora di costruire uno strumento vero di unità di tutta la comunità lgbt italiana.
Le divisioni, i distinguo, gli atteggiamenti da primedonne devono cessare. Oggi stiamo dando davvero dimostrazione che è possibile scendere in piazza nei momenti cruciali delle nostre vite e per la nostra dignità di persone.
Imma Battà, levate dar cazzo. No, vabbè, scherzo: ti pare che l’Arcigay abbia intenzione di dire una cosa del genere, strumentalizzando una manifestazione contro l’omofobia, e per la richiesta di uguali diritti, per la solita rivendicazione politica contro questa o quest’altra associazione? L’importante è che ci sia una unica associazione, un unico movimento, nessun atteggiamento da primedonne. Quelli di Arcigay ci tengono, perché oh cazzo, loro non l’hanno fatto mai. Te pare? Cioè, dopotutto questa è la PRIMA manifestazione del popolo LGBT.
E poi credete che non abbiano sottolineato come la gente si sia riunita lì anche e soprattutto per manifestare per i diritti degli omosessuali, contro l’omofobia e le aggressioni omofobiche degli ultimi mesi a Roma, Firenze, Bologna e non solo? Cioè, ti pare che chiuderebbero la comunicazione scrivendo solo che le altre associazioni devono smetterla di fare le primedonne?
Ci auguriamo che nei prossimi giorni la riflessione che si aprirà al nostro interno aiuti le persone lgbt a riconoscersi davvero in un progetto molto semplice: dobbiamo essere uguali ed uniti.
Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay
Ah, no, hanno proprio chiuso la comunicazione in quel modo. Beh, ma in fondo è andata così, no?
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Non ho parole, guarda.
Più che altro perché le obiezioni che mi erano venute in mente leggendo il comunicato solo le stesse che hai posto tu.
Sigh.